Torino custodisce una storia scritta nel metallo e nell’audacia. Il MAUTO non è semplicemente un museo, ma un archivio vivente di visioni e di uomini. Entrare in questi spazi significa confrontarsi con l’evoluzione del design e dell’ingegno meccanico. Come fotografo, ho voluto esplorare questo luogo cercando il silenzio tra i motori. La mia sfida è stata fermare la dinamicità in uno scatto statico. Perciò, ho trasformato la velocità in pura geometria visiva.
Un viaggio tra icone e design
Inoltre, la collezione attraversa i secoli e celebra i grandi nomi dell’automobilismo. Si passa infatti dalle intuizioni pionieristiche di Giovanni Agnelli alle linee rivoluzionarie di Battista “Pinin” Farina. Ogni vettura rappresenta un frammento di un’epoca diversa. Allo stesso modo, ho cercato di isolare i dettagli che sfuggono allo sguardo distratto. Mi sono concentrato sulle cromature che catturano i riflessi delle sale. Ho osservato la pelle segnata dal tempo e le curve che portano la firma di maestri come Giorgetto Giugiaro.
Luci e volumi architettonici
In questo progetto, la luce è diventata il vero elemento costruttivo. Le ampie sale progettate da Cino Zucchi offrono contrasti netti e zone d’ombra teatrali. Tuttavia, ho lavorato sui volumi per far emergere la fisicità delle carrozzerie. Le luci esaltano le vernici di modelli leggendari, dalle eleganti auto d’epoca alle monoposto di Enzo Ferrari. Quindi, per me non sono solo veicoli. Sono sculture industriali cariche di memoria e di tecnica d’avanguardia.
Rigore e prospettiva
Certamente, la fotografia d’auto richiede un rigore compositivo assoluto. Ogni modello impone un angolo di ripresa specifico per onorare il lavoro dei progettisti. Di conseguenza, ho cercato la perfezione nelle simmetrie e nelle prospettive audaci. L’allestimento scenografico di François Confino diventa parte integrante dell’immagine. Infatti, ho integrato le vetture nello spazio circostante, rispettando l’equilibrio tra soggetto e ambiente.
Questi scatti celebrano la sintesi tra tecnica ed estetica. Sono immagini dedicate a chi sa osservare il dettaglio meccanico come un’opera d’arte. Spero infine che queste fotografie restituiscano il fascino di un patrimonio che non smette di correre. Si tratta di un viaggio visivo unico tra mito e realtà che ho provato a fermare nel tempo.






























